ALLENATORE MENTALE , una risorsa per il giocatore e il suo staff.

In questi ultimi tre anni mi sono interessato prima agli strumenti della Programmazione Neuro Linguistica, frequentando i corsi di PRACTITIONER e MASTER PRACTITIONER per poi integrare nella mia attività di Tecnico sportivo anche quella di Coach, conseguendo la certificazione italiana di Sport Coach da parte di NLP ITALY Coaching School, istituto di formazione in PNL e Coaching fondato da Alessio Roberti, e quella di Coach dalla Society of Nlp americana.
(http://www.pnl.info/) (http://www.purenlp.com/society.html)

Ho di recente partecipato all’ottimo corso per allenatori mentali, organizzato da Ekis & Nlp Italy per conto della society of NLP di Richard Bandler, co fondatore della PNL, “Licensed Sports Performance Coach”;
(http://www.ekissportcoaching.com/lspc/)
presentato in tutto il mondo, in Italia è stato tenuto dai trainers Alessandro Mora e Anders Piper ( autore del libro SHORTCUT TO FLOW ).

Tutte queste risorse di tempo e denaro le ho investite perché avevo una domanda che mi si ripresentava insistentemente da diversi anni ed alla quale volevo dare risposta. La domanda è “ Che cos’è l’allenamento mentale ? “.

Questa domanda interessa molti , e quando scrivo e dico molti, intendo sportivi e non , adulti e ragazzi, giocatori e allenatori, principianti e professionisti, dirigenti ed impiegati, professori e studenti…in generale tutte le persone che a vario titolo ed in occasioni diverse sono chiamate ad una propria PRESTAZIONE, ..ad una attività in cui le loro “abilità”, il loro potenziale talento, si esprime, più o meno efficacemente, per dare RISPOSTE di varia natura a richieste correlate alla situazione in cui sta agendo.

Analizziamo le due parole, che sono le due “ETICHETTE” usate per indicare due concetti astratti e sintetizzare i processi fatti di azioni, tempi e modi spesso diversissimi tra loro, che generalizzando vengono comunemente definiti :
1 ALLENAMENTO – 2 MENTALE.

Per allenamento ognuno di noi ha una propria specifica rappresentazione che deriva dalla sua esperienza, da ciò che per Lui ha funzionato e che ha praticato nelle sue diverse attività.
In generale è la ricerca di azioni e comportamenti che ripetuti nel tempo con intervalli stabiliti, in un preciso contesto, danno alla persona la abilità di compiere quelle stesse azioni , quei comportamenti, con modalità più raffinate, economiche ed efficaci.

Quali azioni debbano essere ripetute, per quanto tempo, con quali intervalli ed in quali contesti sono i fattori che rendono l’allenamento più o meno utile per quella persona, e spesso sono GUIDATI dal maestro, il preparatore fisico ecc..

Di solito in ambito sportivo i giocatori hanno un proprio MODO di allenarsi , quello che ritengono più giusto per loro.
C’è chi trova il suo modo di allenarsi attraverso la pratica personale e chi invece lo trova mutuato da collaborazioni più o meno durature con alcune figure professionali

– il maestro che si occupa della parte Tecnica, Tattica e Strategica,
– il preparatore Fisico, il dietologo che si occupano di incrementare le risorse motorie – metaboliche al servizio dell’atleta e del Maestro ,
– il medico, l’osteopata, il fisioterapista , il massaggiatore che si occupano di prevenire e/o ristabilire integrità al sistema Atleta,
– lo psicologo ed il MENTAL coach che si occupano di permettere all’atleta di avere emozioni e comportamenti utili al SUO stato, voluto e desiderato, in allenamento e durante la prestazione.

Ogni atleta più o meno evoluto , principiante o professionista dopo alcune esperienze in contesti differenti, comincia ad essere in grado di riconoscere quali siano le modalità e i fattori che più di altri lo aiutano ad avere prestazioni migliori.
Purtroppo anche se ognuno di noi vorrebbe sempre avere prestazioni migliori delle precedenti o almeno sufficienti per svolgere il compito richiesto dalla situazione in maniera efficace, ….la riuscita non è sempre garantita.

Un allenamento efficace può essere considerato quello che ci permette di sentirci in uno stato fisico ed emotivo personale adatto (UTILE) alla nostra prestazione nel momento in cui la stiamo facendo, mentre cioè stiamo compiendo le azioni e i comportamenti che abbiamo allenato precedentemente .

Capita spesso che dopo prestazioni non positive ci si renda conto di non essersi allenati abbastanza o nel modo migliore, ed altre volte che “qualcosa” non era come lo avevamo pensato in allenamento e che questo pensiero ci abbia DISTRATTO dalle nostre normali abilità .

Queste riflessioni ci portano ad indagare il concetto di MENTALE, cioè quello che la mente fa o non fa durante la prestazione.

Troppo spesso si definisce e giudica un comportamento di altri attraverso il proprio filtro, la propria realtà e si cerca di comprenderlo attraverso i propri modelli , le proprie convinzioni, distorcendo di fatto l’intenzione positiva di quella azione e l’eventuale utilità per la persona che lo compie.

Ogni gesto tecnico, scelta tattica , piano strategico , risorsa fisica, risorsa mentale , azione motoria sono direttamente e completamente gestiti dallo STATO motivazionale ed emozionale di chi lo compie. Quindi è importante che l’atleta sia capace di comprendere quando tutto funziona e come FARE per alimentarlo, così come percepire quando alcuni processi stanno producendo risultati poco utili o addirittura negativi per la prestazione e come FARE per cambiarli.

Questo per me è ció che vuol dire mentale : significa il controllo del proprio stato emotivo, e per controllo non intendo la capacità di intervenire sulle emozioni, ma il rendersene conto, il percepire, vedere ed ascoltare tutto quello che viene dal NOSTRO INTERNO, tutto ciò che è direttamente sotto il proprio controllo, quello che il maestro di tennis inglese,Timothy Gallwey, ha definito nel suo famoso libro trent’anni or sono “The Inner Game”.
(http://www.coachingtime.it/interviste/articoli/?id=50&titolo=i)

Quindi allenamento mentale significa preparare le azioni e i comportamenti alle sfide emotive ed ai sabotaggi delle nostre convinzioni limitanti che sempre attive, nei momenti di prestazione, si palesano in forme subdole e camuffate da alibi e buone ragioni mettono a dura prova le abilità conquistate e alimentate in ore e ore di pratica e di sacrifici.

Ecco allora che il lavoro del Maestro vacilla , le tecniche studiate con la Video analisi perdono la loro fluidità ; i muscoli si contraggono e il lavoro del preparatore fisico sembra essere al capolinea; i gesti diventano meno efficaci e le scelte sempre più lente; in balia dei propri pensieri e dei propri dubbi, si alimentano errori che mai in allenamento erano così presenti.

La mente scappa da questo contesto “SCONOSCIUTO” e annebbiata dal rumore dell’autocritica e delle interferenze esterne, cerca altrove ciò che invece è dentro di noi, le nostre RISORSE!!.. che in quel momento sembrano essere così lontane, nascoste e inaccessibili.

Ed invece sono li sempre presenti, allenate e preparate pronte a permetterci di esprimere il nostro meglio, aspettano solo di essere utilizzate ….e quando riusciamo ad ACCEDERVI ci fanno sentire bene e al massimo del nostro potenziale … Ci mettono nelle migliori condizioni, siamo in uno STATO DI GRAZIA , in quello che gli esperti studiosi chiamano FLOW !!

Chi vuole trovare il modo di svolgere la propria attività, disciplina sportiva o responsabilità in uno stato così meraviglioso?..dove tutto “scorre” senza indugio con il massimo risultato possibile esprimendo il proprio potenziale talento …ed alla fine della prestazione sentire di aver fatto il massimo possibile, vedere concretizzarsi il lavoro di ore di allenamento il potersi dire qualunque sia il risultato “bravo, oggi ho fatto il mio meglio!!”.

Credo che molti siano alla ricerca di questo STATO , e la buona notizia è che con esperienza e motivazione lo si può raggiungere ed esistono persone che studiano e ricercano modalità e strategie per aiutare gli atleti ad ottenere ciò.

Questo è il principale scopo dell’allenatore mentale, il MENTAL COACH , che attraverso le domande e la conoscenza dei metaprogrammi e delle convinzioni limitanti dell’atleta crea un dialogo costruttivo e lo supporta nella ricerca dei comportamenti e delle azioni specifiche per Lui e utili al raggiungimento dello stato che permette di ACCEDERE a tutte le proprie risorse in gara .

Inoltre quando l’atleta è seguito da un Tecnico e da altre persone, li aiuta a far chiarezza nei loro rapporti, che a volte sono complicati da linguaggi e fraintendimenti causati da punti di vista e obiettivi non allineati e condivisi.

Nello sport giovanile il rapporto genitori, figli, allenatori e dirigenti è spesso causa di conflitti e di cattive relazioni che nascono e si alimentano a causa di fraintendimenti e pregiudizi, uno dei compiti dell’allenatore mentale é controllare quali siano le intenzioni , le presupposizioni del linguaggio usato dai diversi componenti dello staff ed aiutare a fare chiarezza nella comunicazione.

L’allenatore mentale supporta l’atleta e il suo staff nel raggiungimento dei LORO obiettivi, è interessato al come si possono raggiungere e si proietta sulle cose da fare motivando l’atleta a rispettare i propri personali obiettivi per raggiungere il suo scopo .

L’attività di coach differisce da quella delle altre figure dello staff , infatti mentre il TECNICO è chiamato a GUIDARE E ISTRUIRE l’atleta , il coach si preoccupa di rendere consapevole le modalità , il come si fa a fare quello che il maestro, il preparatore fisico , ecc. gli chiedono di fare ….ecco perché ritengo utile promuovere lo studio ed il potenziale di questa figura professionale, il “mercato la sta usando” e se l’ allenatore mentale avrà spazio nelle organizzazioni sportive dipenderà dalla competenza e professionalità dei singoli “MENTAL coach” ….e le premesse perché questo ruolo possa diffondersi ci sono.. .

Pietro Sala

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